Quadri di una collezione

Quadri di una collezione. Il Ticino dipinto: da Ernesto Fontana a Jean Corty,

un’idea di Sud.

 

Con la presentazione al pubblico di una collezione privata costruita con grande determinazione e chiarezza di intenti, la storica Galleria d’arte luganese torna a proporre autori ai quali si lega una parte essenziale della sua stessa identità e che risultano di assoluto primo piano per la pittura dell’Ottocento e della prima metà del Novecento. Edoardo Berta, Jean Corty, Ernesto Fontana, Filippo Franzoni, Luigi Monteverde, Ambrogio Preda, Luigi Rossi sono solo alcuni dei nomi che caratterizzano l’importante collezione privata, in cui spiccano pezzi straordinari e che per quasi vent’anni è stata affidata in deposito al prestigioso Museo Civico Villa dei Cedri di Bellinzona.

È così che la Galleria La Colomba omaggia il collezionismo d’arte in Ticino, tessera indispensabile e delicatissima nel mosaico dell’economia artistica. Il collezionista, più precisamente l’amatore d’arte, opera per il futuro e la continuità, verso i quali stabilisce un atto di fiducia. Egli sceglie, prepara e preserva “tesori” di civiltà, consentendone così in potenza la trasmissione alle generazioni che si succederanno, affinché vengano conservati in quei particolari e necessari “granai dello spirito” che sono i musei. In tale ottica, la vicenda che riguarda la collezione di dipinti ordinata nei passati anni Ottanta da un giovane uomo d’affari svedese, conquistato dal sentore e dall’inclinazione misti di Italia e di Svizzera dei quali si imbeve e che diffonde il golfo di Lugano, risulta emblematica ed eccezionale.

È dunque superfluo evidenziare che con la presentazione al pubblico di questa sceltissima collezione privata da parte della Galleria d’arte La Colomba che ha saputo evidenziarne la raffinatezza e l’unicità, è offerta un’occasione irripetibile all’amatore d’arte e allo studioso. Infatti, l’indicazione che si può ricavare da questa

campionatura vale a sollecito della necessità di mantenere quella “verginità” di sguardo che sola consente la vera comprensione. Dietro a ogni opera della collezione si intravedono esistenze, ognuna a suo modo eccezionale, che, spesso tra difficoltà rilevanti, hanno concentrato nell’esercizio della pittura le proprie aspirazioni migliori in uno slancio ideale; ciò che li addita al più grande rispetto.

Per conto loro, le opere mostrano di avere una vita propria – una vita che interseca quella degli uomini – e, a coloro che le accolgono e le amano, insegnano che la

bellezza del possesso sta nel capirne fino in fondo la vanità. Mentre, proseguendo di tappa in tappa lungo il loro destino in sé non perituro, le opere d’arte tendono un filo di continuità capace di dare senso alla storia dell’uomo.

 

 

Catalogo disponibile in Galleria a cura di Maria Will