Sala Paolo

(Milano 1858 – ivi 1924)


Di nobile famiglia brianzola, Paolo Sala nacque a Milano, studiò (anche per volere del padre, che aveva un’ impresa di costruzioni) contemporaneamente pittura e architettura a Brera, allievo di Camillo Boito. L’architettura, che per un certo periodo prevalse sulla pittura, determinò sempre un fare armonico nel trattare la composizione: sue opere sono il villino Ruggero Bonghi a Roma, Hótel Bellevue a Cadenabbia, il Palazzo Bocconi di Milano (assieme a Giovanni Giachi). In pittura il Sala esordisce con un quadro storico chiaramente derivato dall’Hayez: “Il tramonto del 4 giugno 1859 dopo la battaglia di Magenta”, con cui ottenne il premio Mylius (1877).

Ma il Sala va soprattutto considerato come pittore di paesaggio. Viaggiò moltissimo: Olanda, Argentina (fu tra l’altro architetto a Buenos Ayres), Egitto, Caucaso, Russia (dal 1893 sino al 1899, con ritorni in patria) dove dipinse dei murales per il Palazzo d’inverno dello Zar insieme con il fratello Elia, scultore. Ottenne una cattedra di pittura all’Accademia di Mosca, e partecipò alla decorazione del conservatorio imperiale di San Pietroburgo. In Russia nel 1898 organizzò un’importante esposizione di pittura italiana: buona parte delle opere furono vendute allo Zar e alla nobiltà e il loro ricavato venne versato ai pittori russi più indigenti.

Certo la nazione che preferì fu la patria di Turner, l’Inghilterra: e non poteva essere diversamente, visto che il Sala predilesse come tecnica l’acquarello, un genere in cui venne dichiarato maestro (lo chiamarono il “principe dell’acquarello”). Sposò un’inglese. Nel 1908, insieme con Cesare Tallone e Cesare Ferro, vinse l’ambitissimo premio Principe Umberto con “Trasparenze”. Espose molto in Italia, alle varie manifestazioni milanesi e torinesi e anche alle Biennali veneziane. Nel 1883-1884 soggiornò a Parigi, sottoscrivendo un accordo con la Casa Goupil. Fu tra l’altro fondatore e presidente nel 1910 della milanese associazione degli Acquarellisti lombardi (vice presidente F. Carcano, consiglieri L. Bazzaro, L. Rossi, A. Beltrame, E. Gola). Riuscì a ottenere lucentezze in atmosfere evanescenti, armonicamente distese. Nel 1913 acquista una villa sul lago Maggiore a Mergozzo, soggiornando e dipingendo molto. La Galleria Pesaro di Milano, che già nel 1922 gli aveva dedicato una personale, ne organizzò una mostra retrospettiva nel 1931.