Previati Gaetano

Ferrara 1852 – Lavagna (Genova) 1920


Ferrarese, dapprima si iscrisse alla Scuola di Belle Arti della sua città; fu per un anno (1876-1877) a Firenze nello studio di Amos Cassioli, per poi passare nel 1877 a Brera, allievo prediletto di Giuseppe Bertini, che influenzerà all’inizio notevolmente, insieme al Faruffini, la pittura del nostro.
I suoi primi quadri sono storici; con “Ostaggi di Cremona” vinse il primo premio al Concorso Legato Canonica (1879). I temi storici (Valentino a Capua – 1880), quelli patriottici (Tiremm innanz – 1886), saranno per molti anni i suoi cavalli di battaglia; anche il Cremona e il Morelli dovevano lasciargli il segno.

Fin dall’inizio degli anni ottanta s’impegnò comunque in tematiche religiose: un misticismo ricercato in una spiritualità interiore molto forte lo portò ad uno spiritualismo estatico e visionario, che lo condusse anche allo studio del preraffaellismo (Dante Gabriele Rossetti) e lo avviò nelle tematiche del movimento simbolista europeo.

Sempre alle prese con problemi finanziari, fu per il Previati determinante l’avvicinarsi al pensiero artistico di Vittore Grubicy. Il divisionismo, praticato dal 1890, poté dar forma e sostanza al suo singolare mondo spirituale. Molti furono i consensi, ma molti anche i dissensi: “Maternità”, esposto alla Triennale di Milano nel 1891, fu preso di mira da critici come Luigi Chirtani. Ancora non era finito il periodo di difficoltà economica, con Conconi cercava di vendere le sue tele all’estero, mentre un valido aiuto gli dava il fratello Giuseppe, che gli “piazzava” quadri a Ferrara.

La svolta dalle mille difficoltà l’ebbe con il contratto firmato con Vittore Grubicy, il quale, come già aveva fatto con il Segantini, gli comprò suoi quadri e si impegnò per tutta la produzione futura. Il contratto venne rinnovato a più riprese, fino a quando, nel 1911, venne istituita sempre dal Grubicy una “Società per l’arte di Gaetano Previati”. Le sue opere girarono per l’Europa in una grande mostra itinerante. Ora l’arte del Previati si faceva più pacata, i colori più chiari; poteva passare con la famiglia lunghi periodi a Lavagna, in Liguria (Mattino in Liguria).

Grande lettore e teorico pubblicò nel 1905 “Tecnica della pittura” e nel 1906 “Principi scientifici del divisionismo”. È assai nota anche la sua illustrazione dei Promesssi Sposi.