Irolli Vincenzo

(Napoli 1860 – ivi 1949)


Nella sua carriera, che abbraccia per lungo periodo sia l’Ottocento che il Novecento, Vincenzo Irolli trattò i diversi generi di pittura: dalla ritrattistica al paesaggio, alle tematiche religiose, anche se primeggiava, negli interessi dei collezionisti, nella pittura di genere. Fu allievo dell’Istituto di Belle Arti di Napoli, ed ebbe come maestri Gioachino Toma e Federico Maldarelli, anche se fu più attratto dalla pittura di Michetti (Corpus Domini) e dalle tavolozze dai colori forti del Morelli e da esempi manciniani.

Fu presente negli anni alle varie esposizioni della società Promotrice di Napoli. Espose a Roma (1883), Torino (1884), Venezia (1887), Londra (1888-1904); Monaco (1890), Berlino (1892), Milano (1906-1910). Partecipò alla Biennale di Venezia nel 1922.

In Francia ottenne grandissimo successo, forse più che in Italia, dove ha infatti subìto la “scollatura” tra una critica severa per certe sue intemperanze sia di colore che di soggetto e i collezionisti, che amavano molto certa sua pittura sentimentale debitrice di Fortuny.

I soggetti sono quelli piacevoli, di nature morte, di donne, bambini, scene di caffè o di mercato, veneziano o napoletano. “Spannocchiatori” fu acquistato dalla città di Parigi.