Grubicy de Dragon Vittore

(Milano 1851 – ivi 1920)


Autodidatta, Vittore Grubicy de Dragon giunse relativamente tardi all’arte (cominciò quasi casualmente a dipingere a trentatrè anni). Ma fin dalla giovinezza comunque Vittore fu vicinissimo al mondo artistico. Insieme col fratello Alberto fu una figura di primissimo piano nella vita culturale milanese del secondo Ottocento. Sagace critico, collaborò a numerosissime testate con battaglieri articoli. Abilissimo commerciante d’arte, fu sostenitore e divulgatore delle opere di Tranquillo Cremona (organizzò una mostra retrospettiva del pittore pavese proprio nell’anno della morte 1878), del Ranzoni, del Fontanesi, del Longoni, del Previati e del Segantini, di cui fu fraterno amico fino al 1890 (i rapporti fra i due si affievolirono poi per la svolta, secondo il Grubicy troppo simbolista, della pittura segantiniana).

L’attività di mercante d’arte lo portò a viaggare molto: Francia e Inghilterra saranno, insieme all’Olanda, le mete preferite.Per il Grubicy sarà fondamentale l’incontro con l’arte dei paesaggisti olandesi: Mesdag, De Block, Isràels, Blummers e soprattutto Anton Mauve, carissimo amico, che si può considerare come il casuale iniziatore all’arte di Grubicy.Apostolo, teorico e convinto assertore del divisionismo italiano (fu tra i primi a scoprire Seurat e Signac ed a introdurre la tecnica del puntinismo), nella pratica pittorica non fu così rigoroso.Non ci sono infatti nelle sue opere (relativamente poche: amava infatti ritornare più volte, magari a distanza di anni, sullo stesso quadro, anelava insomma a cogliere una maggiore profondità di sensazioni) accesi contrasti chiaroscurali.

In fondo il Grubicy rimane tuttavia ancorato ai due “grandi” pittori dell’Ottocento lombardo: Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni.

Le atmosfere diffuse, i labili contorni, la musicalità fluttuante sono tutte caratteristiche della cultura romantica e scapigliata milanese.
Grubicy fu legato da solida amicizia con Arturo Toscanini, che possedeva molte sue cose, e sosteneva che in lui i quadri dell’amico “avevano prodotto così perfetta e profonda sensazione come solo grandi pagine musicali avevano saputo prima”.

In effetti opere come Notte lunare, Sera, Mare d’Anversa, procurano una sensazione soffusa, malinconica e musicale. Numerose sono anche le acqueforti, per lo più impressioni del soggiorno olandese (1882-1885).