Giuliano Bartolomeo

(Susa 1825 – Milano 1909)


Pittore piemontese d’origine ma milanese d’adozione, studiò all’Accademia Albertina, allievo di Carlo Arienti e di Carlo Felice Biserna. Qui fu anche insegnante, come assistente di Ernesto Gamba (1855 – 1860). Nel 1860 si trasferì con la moglie, la pittrice Federica Gervasoni, a Milano, dove insegnò sino al 1883 all’Accademia di Brera, quale aggiunto di Raffaele Casnedi. La partenza fu come pittore di storia (Pandolfo e Lamberto Polentoni condannati dal fratello a morire in Crimea 1856), non immune neppure da esperienze fiorentine, derivategli da un soggiorno giovanile in terra toscana. Comunque non molto era il divario tra questa pittura e quella di genere, che fu sempre cara al pittore, si veda “addio di Ugo a Parisina”, dove il divario fra i due generi è appena percettibile.

Lo attrasse molto anche il paesaggio, anzi è da parlare di paesaggio animato, (Il guado). Praticò anche la litografia e l’affresco (allegorie perdute per la Galleria Vittorio Emanuele a Milano, con l’Asia e l’Industria). Risentì molto della scapigliatura, anche se in un certo senso fu un “autonomo” nel panorama artistico italiano, ottenendo, con effetti delicati di chiaroscuro, sempre una salda costruzione compositiva. Partecipò a molte esposizioni; oltre alle rassegne torinesi e milanesi, fu a Firenze (1861), Parigi (1878), alle Biennali veneziane (1895 -1897). Oltre che alla Galleria d’arte moderna di Milano e alla Pinacoteca di Brera, sue opere sono a Trieste al museo Rivoltella, a Novara, Galleria d’arte moderna Gianoni, a Torino, Galleria civica d’arte moderna.