Fontana Ernesto

(Milano 1837 – Cureglia 1918)


Figlio di ticinesi nasce a Milano nel 1837. Si iscriverà a Brera, allievo dell’Hayez e del Bertini. Suoi compagni di studio furono Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Filippo Carcano, Mosè Bianchi (con cui divise lo studio per qualche tempo). Cominciò la sua carriera dipingendo quadri storici (Le ultime ore di Caterina d’Aragona). L’incontro tra Elisabetta e Maria Stuarda, un quadro storico che, esposto a Brera nel 1872, contribuì a dargli grande fama. Vinse tra l’altro una medaglia d’oro all’Esposizione di Ferrara nel 1875.

Il Fontana comunque si trovava a maggior agio nella pittura di genere, vicino come gusto, e anche legato d’amicizia, ai fratelli Induno, veri capistipiti della pittura aneddotica. Innumerevoli sono infatti le tele di genere che il Fontana dipinse. Alcune si distinguono per una certa grazia idilliaca (Una lezione d’amore [1879], Galleria d’Arte moderna di Milano). Altre invece sono più maliziose, piene di doppi sensi (Pesciolino all’amo [1883], Civetteria [Udine Galleria d'Arte moderna]).

Il gusto dell’aneddotico gli derivò anche dalla collaborazione che il pittore tenne con alcuni importanti periodici dell’epoca, come “Natura e Arte”, “Lo Spirito folletto”, “L’Illustrazione Italiana”, “L’Illustrazione Universale”. Richiestissima era pure la sua opera di freschista. Lavorò per molte famiglie nobili milanesi come i Visconti di Modrone, i Durini, i Chiesa, i Borghi. Oggi questi affreschi sono per lo più scomparsi. Sono però conservati numerosi bozzetti per “plafone” ispirati secondo la moda del tempo a composizioni settecentesche, primo fra tutti il Tiepolo. Come il Bertini, il Bianchi, il Barzaghi Cattaneo, affrescava, in cieli azzurrini, putti svolazzanti, inghirlandati, Flore, o fanciulle coperte da veli leggerissimi.

Partecipò a molte esposizioni italiane. Fu spesso a Brera, a Torino (1880-1884), a Venezia (1887), a Ferrara (1875). Fu anche a Londra, città dove era molto apprezzato dai collezionisti.
Il migliore Fontana è però forse da ricercare in alcuni ritratti (Ritratto del nipote Achille, Ritratto della signora Rita Rezzonico Brilli) carichi di espressione e di vivezza psicologica.
Poco espose in Svizzera, anche se terrà sempre contatti con la sua patria: trascorrerà infatti gli ultimi anni della sua vita nella casa paterna di Cureglia.