Conconi Luigi

(Milano 1852 – ivi 1917)


Architetto, pittore, abile acquafortista (imparò la tecnica da Giuseppe Grandi), illustratore, politico (appartenente alla maggioranza radicale), Luigi Conconi fu un personaggio centrale della vita milanese del secondo Ottocento.
Laureato al Politecnico di Milano, allievo di Luigi Cremona (fratello di Tranquillo, che è da considerare il suo ideale maestro), frequentò anche Brera assieme a Guido Pisani Dossi e Luca Beltrami. Artista eclettico, alternava amore per l’architettura con la pittura (scriveva al Beltrami: “La pittura mi tenta un poco a danno, o meglio a vantaggio dell’architettura”). Certo molte sue opere architettoniche rimasero solo a livello di progetto, come la sistemazione del quartiere Foro Bonaparte a Milano, o il concorso per il monumento a Vittorio Emanuele a Roma.

Sue comunque la Villa Pisani Dossi a Como e la facciata di Palazzo Turati a Milano.
Fu cremoniano almeno fino al 1895, in maniera però non convenzionale, ma spontanea (Intermezzo).
Molti i ritratti, in contorni evanescenti; ma molte anche le visioni cupe, dove prevale il mistero del buio, della notte, a cui però si alternano visioni geograficamente aperte, armonicamente costruite.
Divise lo studio con Gaetano Previati, anche se poco gli interessò il Divisionismo. Collaborò a giornali famosi come il “Guerin Meschino” (di cui fu uno dei fondatori) e la “Riforma”; anche grazie a queste esperienze molto si affinò come grafico, diventando così uno dei più freschi e vivi acquafortisti dell’Ottocento.