Chialiva Luigi

(Cadano 1842 – Parigi 1914)


Figlio di Abbondio, un fuoriuscito di Ivrea (dopo i moti del 1821), proprietario fino al 1865 della Villa Tanzina a Lugano, dove soggiornò più volte anche Mazzini. Luigi nacque a Caslano nel 1842. Studiò nel Canton Berna e in Inghilterra e si laureò in architettura al Politecnico di Zurigo (risulta iscritto ai tempi della docenza di Francesco De Sanctis). Lavorò con Gottfried Semper, l’architetto del teatro di Dresda, del museo di Vienna e della stazione ferroviaria di Zurigo; per il suo tramite entrerà in contatto col grande musicista Riccardo Wagner. Passò poi alla pittura frequentando, allievo di Carlo Mancini, Brera (1864).
Si dedicò in prevalenza al paesaggio; i soggetti arcadici, o bucolici, erano da lui preferiti: Pastorella sotto le alpi, La guardiana di tacchini, Montoni all’ abbeveratoio sono solo alcuni titoli della sua vasta produzione.

Si stabilì poi a Parigi, non dimenticando però i suoi luoghi di origine. Partecipò infatti a molte mostre sia all’estero che in Italia (ad esempio a Torino e alla Biennale di Venezia nel 1900) e nel 1868 ottenne il premio Mylius, con “Animali all’abbeveratoio”. Fu amico di Edgard Degas, cui consigliò ad esempio come restaurare il quadro “La famiglia Bellelli”, rovinato dall’umidità (esso infatti conosceva particolarmente le tecniche pittoriche).
Nelle sue opere si possono notare evidenti contatti con la pittura di Corot (L’incontro) e con la pittura dell’amico Ferdinand Heilbuth. Un certo gusto fiammingo lo si può vedere per i quadretti bucolici, inseriti spesso nelle campagne francesi, italiane e anglosassoni, dove Chialiva era particolarmente operoso.
Negli ultimi anni della sua carriera artistica si possono notare alcune influenze divisionistiche.