Cavaleri Ludovico

(Milano 1867 – Cento 1942)


Autodidatta, venuto alla pittura dopo gli studi di medicina, si dedicò esclusivamente al paesaggio; fu pure buon “marinarista”, trattò le sue tele con colori “audaci” e “brillanti”.

La sua pittura viva, di facile interpretazione, gli procurò buona fama e numerosi acquirenti, tra cui il Re d’Italia.
Fu professore onorario all’Accademia di Carrara, insegnò anche a Perugia. Partecipò a molte esposizioni italiane, nel 1912 a Milano con un “Tramonto” abbagliante di luminosità nell’ultimo “bacio” di sole, e con un paesaggio riposante dal titolo “Pace”.

Nel 1915 prese parte alla mostra dell’incisione italiana insieme al Beltrami, al Grubicy, al Mentessi (Vecchio mulino). Fu anche miniaturista per libri.
Si veda il volume “I modi anime e simboli”, di Romolo Quaglino, Milano, C. Chiesa, Fratelli Omodei, Zanini e F. Grindani, Milano 1896, con “carte alluminate da Ludovico Cavaleri” (litografie a colori e oro), esistente presso la Biblioteca Cantonale di Lugano.

Nel 1918 (e successivamente nel 1935) espose con lo scultore Achille Alberti alla Galleria Pesaro, soprattutto marine: qualche volta in burrasca (Nei paesi del mare), altre volte col mare calmo e pigro come ne “La diga”.
Fu vicino nelle tematiche al veneziano Vittore Zanetti Zilla: simile è la maniera di stendere a pennellate a larghe chiazze di colori puri (si pensi dello Zanetti a Partenza, Scirocco, Velieri).
Una mostra postuma (46 opere), con catalogo, venne inaugurata dalla Galleria Ranzini a Milano (1946); nella stessa figuravano tele di Emanuele Brugnoli.