Personale di Luiso Sturla

Personale di Luiso Sturla

Bildschirmfoto 2014-02-04 um 21.01.11Luiso Sturla nasce a Chiavari nel 1930.
Inizia gli studi scientifici e dimostra forti attitudini verso il disegno e la pittura che lo porteranno a frequentare il Liceo Artistico “Nicolò Barabino” di Genova, sotto la guida di Libero Verzetti, amico ed estimatore. Frequenta gli studi dei pittori genovesi. Si iscrive alla facoltà di architettura di Torino che lascia dopo un anno. Incontra a Chiavari i pittori Bartolomeo Sanguineti e Vittorio Ugolini che gli aprono la strada della pittura. Con essi e con l’amico architetto Alberto Galardi e altri pittori forma un gruppo che si chiamerà “I pittori del Golfo”. Espone nel 1950 al GAI (Gruppo Arte Indipendente) una serie di opere dal titolo “Gli ubriachi della città morta”.

Bildschirmfoto 2014-02-04 um 21.06.51Nello stesso anno inizia la sua attività di pittore astrattista.
Nel 1953 partecipa al Premio Golfo della Spezia, al Premio Suzzara e al Premio Rivarolo (GE). Nello stesso anno con il Gruppo del Golfo aderisce al M.A.C. (Movimento Arte Concreta), stringe amicizia con i maggiori astrattisti dell’area milanese, espone nelle più importanti rassegne nazionali ed internazionali e Gianni Monnet lo invita ad accettare la Segreteria del M.A.C. per la Liguria. Nello stesso anno progetta una fontana mobile in vetro nell’ambito della mostra di Arte e Artigianato del Tigullio a Chiavari.Bildschirmfoto 2014-02-04 um 21.08.36
Nel 1957 partecipa con Costa e Ugolini alla prima Rassegna nazionale di Arte Concreta del M.A.C./Espace a Milano alla Galleria Schettini; nello stesso anno termina anche la sua attività col M.A.C. perchè ormai già dedito ad esperienze informali.

Nel 1958 viaggia in Spagna e l’anno successivo, espone in una personale a Firenze alla Galleria Numero, una serie di opere di chiaro timbro informale.
Nel 1959 progetta e realizza il Night Club Antares 59 a Lavagna, opera intesa a legare architettura, arredo e pittura.
Nell’estate del 1958-59 soggiorna a Manarola, incontra Renato Birolli. Dipinge molte opere informali fra le quali “Scogliere alle Cinque Terre” e “Pensiero per Dario Cappellini”.
Entra in quell’anno a far parte del Gruppo Numero di Firenze e conosce, sempre a Firenze, Evandra Beilocchi che sposerà poi a New York nel 1960, durante un anno trascorso negli Stati Uniti per conoscere i pittori e i personaggi più importanti dell’arte americana del dopoguerra.

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Espone con il Gruppo Numero in collettive in Italia e all’estero: Galleria Beno (Zurigo), S. Carlo (Napoli), Amici dell’arte (Macerata), “Nove artisti italiani e stranieri” (Chiavari), Taipe (Formosa). Il critico Germano Beringheli si interessa al suo lavoro.
Nel 1960 a New York esegue una sessantina di opere fra tempere e disegni che esporrà poi intorno agli anni ’90 in tre mostre dal titolo “Carte americane”. Conosce Paolo Lionni e Gregory Corso. Nel 1961 è a Firenze dove espone alla Galleria l’Indiano. Stringe amicizia con gli esponenti del Gruppo Astrattismo Classico fiorentino Berti, Nativi e Moretti. Nel 1962 si trasferisce con la famiglia definitivamente a Milano. Sempre nel ’62 il Centro Culturale Olivetti di Ivrea gli dedica una vasta mostra nell’ambito della pittura informale con presentazione di Marco Valsecchi. Conosce a Ivrea il critico Luigi Carluccio. Realizza in quell’anno un grande pannello nell’ingresso della “Farmaceutica MARXER” opera dell’architetto Alberto Galardi.

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Nel 1965 espone alla Galleria Vismara e alla Galleria Cadario di Milano. Nel 1969 a Chiavari con il pittore e amico Costantino Guenzi alla Galleria Giardino.
Nel 1972 allestisce una personale alla Square Gallery di Milano presentata da Franco Passoni e nello stesso anno l’Olivetti Argentina gli dedica una vasta rassegna personale alla Fondazione Wildenstein di Buenos Aires.
Nel 1974 espone alla Square Gallery di Milano e alla Galleria al Punto di Genova.
Nel 1977 è presente con una serie di opere grafiche all’International Grafik (Galleria Lampen, Zurigo). L’anno successivo espone alla Galleria Montrasio (Monza), alla Galleria Rupinaro (Chiavari), al Palazzo Ducale di Urbino (collettiva di artisti italiani).

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Nel 1979 viene invitato alla Fiera del mare (Genova) e alla mostra storica curata da Franco Sborgi al Palazzo Reale di Genova sull’informale in Liguria. Gianfranco Bruno lo segnala (1981) quale artista grafico dell’anno sul Bolaffi Mondadori.
Nel 1983 tiene una personale alla Galleria Grafica Club di Milano; Gianfranco Ravasi gli riserva un articolo sul “Corriere della Sera” intitolato Dipingere sussurri.
Nel 1985 il Comune di Chiavari gli dedica una vasta antologica con testo critico di Roberto Sanesi a Palazzo Rocca. La scrittrice Fernanda Pivano in “Ecologia Ligure” tratta un ampio profilo dell’artista nella pagina dedicata all’arte nel “Corriere della Sera”. Roberto Sanesi lo presenterà in fasi successive. Nel 1987 partecipa alla mostra Pittori liguri a Chiavari (Chiavari, Palazzo di Villa Rocca) e alla XXX Biennale Nazionale d’arte (Milano, Palazzo della Permanente).

Nel 1989, presentato da Gianfranco Bruno, tiene una personale alla Galleria Palladio di Lugano; su richiesta dell’architetto Roberto Valmassoi esegue il rosone centrale e due vetrate laterali nella Chiesa di S. Pio V a Milano e progetta altre vetrate che verranno realizzate nel 1996.
Nel 1994 partecipa alla XXXII Biennale città di Milano, Palazzo della Permanente; nel 1995 alla collettiva di artisti liguri “La natura e la visione” (Chiavari, Palazzo Rocca). Nel 1995 la Galleria La Maddalena di Genova presenta, inedite, le prime 34 opere su carta eseguite a New York nel 1960 con presentazione di Elisabetta Longari e Dino Molinari. Le stesse carte verranno nell’anno successivo riproposte allo Studio Centenari di Piacenza. Sempre nel 1995 Attilio Severgnini stampa in tiratura limitata (100 esemplari) un libro comprendente 24 acquerelli eseguiti dall’artista fra il 1994 e il 1995.
Nel 1996 partecipa ad una collettiva di artisti internazionali dal titolo “La croce e il vuoto, quando l’arte interroga la fede” (Palazzo Ducale di Mantova).

Partecipa nel 1997 alla mostra storica organizzata da Marco Goldin a Palazzo Sarcinelli di Conegliano Veneto “Figure della pittura, arte in Italia 1956-1968″. Sempre a cura di Marco Goldin nel 1998 è presente nella mostra al Museo per l’arte contemporanea.
Nel maggio del 1999 Luiso Sturla è a Roma con il Gruppo del Golfo di Chiavari nell’ambito della rassegna M.A.C. Espace – arte concreta in Italia e in Francia 1948-1958. Nell’ottobre del 1999 lo Studio Centenari di Piacenza gli dedica una mostra con opere degli ultimi quindici anni, fase di particolare fervore creativo durante la quale, dopo il periodo blu degli anni ’80, l’artista sviluppa nuove tematiche.
In occasione del settantesimo compleanno la Citta di Chiavari, al Centro per l’Arte Contemporanea di Palazzo Rocca, gli dedica una vasta antologica (testi di Gianfranco Bruno e Stefano Crespi).

Nel febbraio 2001 la Galleria Bambaia di Busto Arsizio allestisce una personale di “Opere recenti” (testo del poeta Camillo Pennati).
Sempre nella primavera del 2001, per conto della Galleria Centenari di Piacenza, esegue un paravento a sei ante intitolato “sogni di Chiara” (sarà collocato in una casa privata della Città). In settembre tiene una personale alla Galleria Cristina Busi di Chiavari (prefazione di Elvira Landò).
Nello stesso periodo, a Genova, con una simpatica manifestazione popolare viene eletto “Maestro ligure dell’anno”. Sempre nel 2001 tiene una personale alla Galleria Ravanelli di Genova (testo di Flavio Arensi).
L’artista vive e lavora tra Milano e Chiavari.