Emery Sergio

Chiasso (Svizzera) 1928


Nato a Chiasso il 4 marzo del 1928, inizia ad interessarsi d’arte durante gli anni del suo apprendistato, frequentando in particolare lo studio di Gonzato e dedicandosi da autodidatta alla pittura. Dal 1945 al ’46 studia alla Kunstgewerbeschule di Zurigo sotto la guida di Johannes Itten; dal 1947 al ’48 frequenta l’Accademia Cimabue a Milano. Tra il 1949 ed il ’50 passa lunghi periodi di studio tra Venezia e Parigi dove lavora nell’atelier del neocubista Edouard Pignon. In seguito interrompe per parecchi anni l’attività artistica. Ritorna sulla scena a metà nel 1968 con una mostra alla Galleria Marino di Locarno: i suoi interessi sono ora chiaramente rivolti alle declinazioni dell’informale francese, dai cui si allontana progressivamente nel corso dei primi anni Settanta quando nelle sue pitture con: ” le Serre, le Protesi, le Gabbie, le Erbe … ” si fa strada il motivo, avvertito allora in senso ecologico, del rapporto squilibrato tra Uomo e Natura.
Sarà proprio questo tema, per quanto declinato in forme e soluzioni diverse, connotato in senso sempre più esistenzialistico e universale, a costituire il filo che attraversa la sua pittura dei decenni successivi: dapprima in “Letti” e nelle “Bambole”, in “Cantieri” e nei “Viadotti”, da ultimo in “Terre” e nei “Campi” come nelle “Acque”.

Tipico della pittura di Emery è infatti il procedere per cicli e sequenze che si snodano l’uno dall’altro o l’uno accanto all’altro, fino al loro esaurimento interno una volta esplorate le potenzialità espressive sia del tema che del colore, in particolare dei neri e dei grigi variati in tutte le loro tonalità e affidati di norma alla repentinità del gesto.
Tra le numerose esposizioni personali sia in patria che all’estero, va ricordata l’ampia antologica ordinata nelle sale della Pinacoteca Casa Rusca di Locarno nel 1997.