Omaggio a Francesco de Rocchi

Omaggio a Francesco De Rocchi

Sabato 22 Marzo, ore 17.30,
alla Galleria d’Arte “La Colomba” a Lugano Viganello, Via al Lido 9 verra’ inaugurata la mostra dedicata al pittore Francesco De Rocchi.

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“Le recenti manifestazioni per il centenario di Francesco De Rocchi (nato a Saronno nel 1902) hanno rinnovato un’attenzione verso l’opera di questo artista così intimamente rappresentativo nella pittura italiana del Novecento (così amato anche in una cerchia del collezionismo). Per un artista che appare storicizzato nel suo arco espressivo rimane difficile intervenire con un accento nuovo di riflessione, di indicazione critica ….interno_quadro.jpgLa mostra di Lugano rende ragione di alcuni riferimenti tematici che si interiorizzano nella durata, quasi in cadenze di musica, e tuttavia permane nel pittore una volontà (anche etica) di non rinunciare alla “forma”, a un motivo di impianto. Ecco i temi che compongono questa esposizione di Lugano: qualche paesaggio in esterno, composizioni e nature morte, nudi e figure femminili, interni.neve.jpgL’aspetto significativo è che queste opere non si ripropongono in una continuità astratta, puramente stilistica. Entrano in una circolarità che è una condizione espressiva (il timbro, la cifra, il dato necessitante, la riconoscibilità di questo artista). Un quadro coniuga interno ed esterno, un motivo (anche contingente) e la sua percezione misteriosa, inafferrabile.
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Nell’unità di questa pittura, possiamo certamente distinguere alcuni momenti espressivi per un bisogno d’accostamento, di lettura nelle opere. L’interno anzitutto, esplicito e sotteso nella forma del quadro viene a costituire una poetica nel profilo complessivo.

Il nome di De Rocchi si sa, per un’immediata comodità d’approccio, viene ricondotto alla situazione del Chiarismo (con De Amicis, Del Bon, Lilloni, Spilimbergo). Si trattava non di una scuola, ma di una consonanza, di un clima, di un’inquietudine (rispetto al Novecento nella patina di classico o di ufficiale); inquietudine che attraversava, a vari livelli, presenza della pittura a Roma, Torino, e appunto a Milano.”

Stefano Crespi